Solo nel fango ci incontravamo.

Matteo Renzi

«Renzi alla D’Urso: “Non sono andato a Genova dopo l’alluvione per non fare passerelle”. A Canale 5 le può fare senza sporcarsi i vestiti».
[Kotiomkin]

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Orgasmo piddino.

«Mi chiedo, vi chiedo: davvero non vi arrabbiate mai? Davvero vi va bene tutto? Davvero siete in grado di ingoiare tutto questo? Parlo – ovviamente – non a chi è sempre stato berlusconiano, ma a chi fino all’altro giorno pareva inseguire l’idea di un Paese migliore. Davvero avete sopportato vent’anni di berlusconismo per poi fingere un orgasmo di fronte al primo “cazzaro” che passava?»
[Andrea Scanzi]

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L’Italia vista da Marte.

«Io sono una persona di sinistra liberale e sono d’accordo sul fatto che le regole sul lavoro debbano essere svecchiate dal lato dei contratti e dei servizi. Ma come può un governo in un periodo di recessione e deflazione pensare di abbattere l’articolo 18 senza dire quanti soldi mette per gli ammortizzatori sociali. Allora vuol dire che non sa a che punto è l’Italia, la sta guardando da Marte» [Pierluigi Bersani]

Gli ottimisti direbbero che ci stiamo avvicinando.

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I due Ballarò.

«Perché il “pubblico” – quel che ne resta con questo nome e questa compattezza – preferisce sempre queste cose, quelle che riconosce, e nessuno ha il coraggio di rieducare il pubblico a cose diverse, o di cercarne uno nuovo, disponendosi a perderne molto oggi per ricostruirlo nuovo domani: soprattutto in tempi difficili»
[Luca Sofri]

«Che i primi ospiti dei talk show rivali del martedì sera siano stati Scalfari e Prodi è la rappresentazione plastica di un problema politico: la mancanza dell’anti Renzi, cioè di un leader della sua generazione alternativo a lui. (…)
E così, in attesa che dall’esterno emerga un avversario credibile, Renzi si può concedere il lusso di cercarlo nel suo posto preferito: allo specchio»
[Massimo Gramellini]

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Profumo di donna.

Fortunatamente il Post ritrova perle che avevi perso.

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