I due Ballarò.

«Perché il “pubblico” – quel che ne resta con questo nome e questa compattezza – preferisce sempre queste cose, quelle che riconosce, e nessuno ha il coraggio di rieducare il pubblico a cose diverse, o di cercarne uno nuovo, disponendosi a perderne molto oggi per ricostruirlo nuovo domani: soprattutto in tempi difficili»
[Luca Sofri]

«Che i primi ospiti dei talk show rivali del martedì sera siano stati Scalfari e Prodi è la rappresentazione plastica di un problema politico: la mancanza dell’anti Renzi, cioè di un leader della sua generazione alternativo a lui. (…)
E così, in attesa che dall’esterno emerga un avversario credibile, Renzi si può concedere il lusso di cercarlo nel suo posto preferito: allo specchio»
[Massimo Gramellini]

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Profumo di donna.

Fortunatamente il Post ritrova perle che avevi perso.

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What’s on your mind?

«Se decideste di spegnere la televisione e iniziaste a sfogliare dei saggi, vi accorgereste che l’unico grande tema del XX secolo è stata la solitudine e l’alienazione». [Hunter Adams]

Sostituire televisione con social-fuffa a piacere.

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Intirabile

Enrico Berlinguer

«Berlinguer si è tolto la giacchetta, così è più difficile tirarlo»
[Mauro Biani]

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Un modo per ricordarmi che per le cose belle bisogna essere disposti a far fatica

«Io ho un orgoglio speciale nel marciare il 25 aprile, specialmente ora che sono lenta lenta e faccio fatica. Mi ripeto, ad ogni passo traballato e strascinante, quello che mi ripetevo allora quando ero stanchissima e non ce la facevo piu’ a camminare: un passo per la liberta’, passo uno! per la democrazia, passo due! per la giustizia sociale, passo tre! per la promozione della donna, passo quattro! per una scuola pubblica laica e gratuita, passo cinque! … andavo avanti per ore e ore. E’ un modo per farmi coraggio, ma e’ anche un modo per ricordarmi che per le cose belle bisogna essere disposti a far fatica».
[Valeria, 98 anni, staffetta partigiana]

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