Monthly Archive for febbraio, 2006

Page 2 of 10

La moltiplicazione dei pani e dei pesci

«Le casseforti del Biscione hanno moltiplicato per sette il loro valore dall’ingresso in politica del cavaliere. Berlusconi incassa 141 milioni. Nel 2005 dividendi raddoppiati…
Le sue casseforti – le otto società che controllano Fininvest – hanno chiuso il bilancio con 172,9 milioni di utili, polverizzando il massimo storico di 149 milioni segnato appena un anno prima. E il premier ha celebrato l’evento raddoppiandosi la busta paga: le holding del Biscione gli hanno versato infatti 141 milioni di dividendi (contro i 79 nel 2004) pari a uno stipendio di 390mila euro al giorno e di 11,4 milioni al mese».
[la Repubblica]

Tutto come avevo già avuto modo di anticipare.
Niente a che vedere con lo stipendio medio di un laureato. :mrgreen:

Testa di cane

«Si è dopato con un farmaco per cani con l’obiettivo di primeggiare nelle gare di body-building. Per procurarsi il farmaco falsificava le ricette rilasciate per il suo boxer».  :mrgreen:
[Corriere della Sera]

Par condicio in ottavine

«Son Silvio Berlusconi, io son la stella
votatemi, e un miracolo vi aspetta (…)
votatemi, che io son Gesù Bambino,
votatemi e vi trasformo l’acqua in vino».

«(…) So che vuoi trasformare l’acqua in vino
e che ti paragoni a Gesù Cristo
ma il tuo governo sperpera e scialacqua
mi sa che tu trasformi il vino in acqua». :mrgreen:

[Roberto Benigni a Il Senso della Vita]

La sinistra catastrofica

«L’idea dell’uso della violenza per conquistare il potere alberga ancora a sinistra. Noi abbiamo aperto una frontiera anche con quella parte della sinistra refrattaria, che rifiuta, in nome della resistenza, l’innovazione. L’idea che il nemico del mio nemico sia mio amico è totalmente catastrofica per la sinistra. Siccome una forza contraria all’occupazione americana è mia amica qualunque forma di lotta adotti, compresa l’uccisione di donne bambini è un’idea disastrosa».
[Fausto Bertinotti]

A scanso di equivoci.
E se lo dice lui… :mrgreen:

Luca Coscioni

«Mezz’ora fa si è spento Luca. Gli è mancata la possibilità di respirare, è accaduto quel che si poteva prevedere. Volevo solo dirlo. Luca era un leader perché era in prima linea. In qualche misura è naturale quello che è accaduto. Luca è caduto e direi che è stato ammazzato anche dalla qualità di questo paese, della sua oligarchia, che lo corrompe e lo distrugge».
[Marco Pannella a Radio Radicale]