Archive for Aprile, 2006

Sventato il colpo gobbo

«Voglio innanzi tutto ringraziare tutti coloro che mi hanno attribuito il loro consenso, ma anche e sinceramente, con impegno per il nostro lavoro, quanti hanno votato per il presidente Andreotti (vivi, generali applausi. Il senatore Andreotti ringrazia)».
[Franco Marini, Presidente del Senato, dal discorso d'insediamento.]

Si, come no, ringraziamo i 156 Senatori della Repubblica i quali, per il bene del Paese, hanno votato una persona collusa con la Mafia fino al 1980 (vedasi la sentenza della Corte di Cassazione del 15 ottobre 2004). Roba da interpellanza parlamentare… :mrgreen:

«Io sono un uomo di parte non temo il conflitto, la politica chiede scelte, opposizioni e contrapposizioni. Ma vorrei fosse bandito da quest’aula il rischio di scivolare nella coppia politica amico-nemico. Mi rivolgo a voi direttamente per sottolineare con un piccolissimo gesto il senso di apertura, di confronto e dialogo che vorrei prevalesse in questo Parlamento.
Vorrei che facessimo tutti, tutti insieme un pellegrinaggio, il pellegrinaggio che Calamandrei indicava ai giovani. Il pellegrinaggio dove è nata la Costituzione, dove caddero i partigiani, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà. Lì è nata la nostra Costituzione, la nostra irriducibile scelta di pace, lì c’è l’origine delle nostre radici. (lungo applauso)
Vorrei che questo fosse il viatico per i lavori di quest’assemblea in cui ognuno si riconosca. Su questa stessa linea, idealmente vorrei si tenesse quest’assemblea a Marzabotto. Quelli sono i luoghi dove c’è l’origine della nostra Repubblica, e dove dobbiamo trovare le radici e la forza per progettare il futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo… Dedico questa elezione alle operaie e agli operai.
[Fausto Bertinotti, Presidente della Camera, dal discorso d'insediamento.]

Già meglio, decisamente… attendiamo i fatti. :mrgreen:

Carabinieri comunisti

Vignetta di Mauro Biani

I soliti comunisti, che stanno chiedendo (da tre anni) il ritiro immediato delle truppe italiane dall’Iraq, non sono i soli ad essere stati ignorati.

«Il Sinacc, Sindacato Nazionale Carabinieri in congedo, per la Uilp, unitamente al Giornale dei Carabinieri e Radio Sicurezza, esprime il proprio dolore per l’ennesimo attentato di Nassirya in cui hanno perso la vita due sottufficiali dei Carabinieri ed un ufficiale dell’Esercito, mentre un altro sottufficiale dei Carabinieri è in gravissime condizioni.
Nel contempo il sindacato e il Giornale non possono esimersi dall’esprimere rabbia per la prevedibilità di tale attentato già denunciato all’indomani dell’eccidio di Nassirya del 12.11.2003.
Da anni tutta la redazione ed il sindacato denunciano l’inadeguatezza e l’inopportunità della presenza militare italiana in Iraq essendo il Paese ormai allo sbando e alle soglie di una guerra civile.
A questo punto, quindi, il Giornale dei Carabinieri chiede, nuovamente, con forza
l’immediato ritiro delle truppe italiane
[Primo comunicato stampa (dopo l'ennesimo attentato di Nassiriya) de Il Giornale dei Carabinieri]

«Dopo l’ennesimo attentato terroristico contro i soldati italiani in Iraq, il Sinacc Sindacato Nazionale Carabinieri in congedo per la Uilp, unitamente al Giornale dei Carabinieri, esprime ancora una volta la propria solidarietà alle famiglie delle vittime.
Nel contempo, chiede il ritiro immediato delle nostre truppe, così come fece la Spagna di Zapatero all’indomani delle elezioni.
In queste ore, il Giornale dei Carabinieri è in contatto con tutte le forze della coalizione di centrosinistra per chiedere il rispetto del programma dell’Unione nel quale è previsto il ritiro del contingente italiano da Nassirya.
Ancora una volta si è visto il sangue dei nostri soldati scorrere per imporre la pace a un popolo in una guerra voluta da altri.
Confermiamo, nuovamente, che è necessario continuare a proteggere i nostri soldati fino a quando saranno in territorio straniero, ma che è fondamentale farli immediatamente rientrare in Italia».
[Secondo comunicato stampa (dopo l'ennesimo attentato di Nassiriya) de Il Giornale dei Carabinieri]

«Dopo l’ennesimo attentato terroristico contro i soldati italiani in Iraq, il Giornale dei Carabinieri, sottolinea ancora una volta la necessità di un ritiro immediato del Contingente italiano.
Non è più possibile lasciare le nostre truppe in un Paese lacerato dalla guerra civile e nel quale, i soldati stranieri vengono visti come invasori.
Andarsene ora dall’Iraq non equivale ad una sconfitta o ad un disonore. La Spagna di Zapatero avviò il ritiro delle truppe in una settimana, il governo Berlusconi aveva preventivato di lasciare l’Iraq a dicembre; ora il Giornale dei carabinieri chiede al futuro governo di centrosinistra di rispettare il programma elettorale ed avviare nel più breve tempo possibile il rientro dei nostri soldati.
L’Italia ha già pagato un prezzo molto alto per imporre la pace a un popolo in una guerra voluta da altri».
[Terzo comunicato stampa (dopo l'ennesimo attentato di Nassiriya) de Il Giornale dei Carabinieri]

Prescritto da scongiurare

«È chiaro che se dovesse diventare Andreotti presidente del Senato il Capo dello Stato potrebbe non dare l’incarico a Romano Prodi. E in quel caso si riaprirebbe la partita. Speriamo che un uomo di equilibrio come Giulio Andreotti possa diventare presidente del Senato».
[Silvio Berlusconi]

«La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c. p.; 531 e 605 c. p. p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera del 1980, per essere lo stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza (…). Quanto fin qui si è venuto illustrando indica con chiarezza che la Corte ritiene che una autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi si sia protratta… fino alla primavera del 1980 (…)
La Corte ha ritenuto la sussistenza:
- di amichevoli e anche dirette relazioni del sen. Andreotti con gli esponenti di spicco della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra, Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti, propiziate dal legame del predetto con l’on. Salvo Lima, ma anche con i cugini Salvo, essi pure organicamente inseriti in Cosa Nostra” (…)».
[Dalla sentenza definitiva della Corte di Cassazione, 15 ottobre 2004]

Più uomo di equilibrio di così… :mrgreen:

Gemellaggio

«Il 25 aprile Milano ha chiamato, il 27 aprile Nassiriya ha risposto».
[Francesco Cossiga]

Gli appelli alla stupidità, al contrario di quelli all’intelligenza, non cadono mai nel vuoto.

L’avversario non va mai offeso

«Chiunque, di qualsiasi idea, partecipi a una manifestazione per il 25 aprile dev’essere accolto e rispettato. Bisogna essere contenti che vengano anche persone che non sono di questa o quella formazione vicina ma hanno una storia loro… Se la Moratti viene a una manifestazione come questa è un fatto buono. Io non ho le idee della Moratti: è chiaro? Divergo da lei su quasi tutto. Ma se viene a una manifestazione per il 25 aprile ne sono contento. E in ogni caso il suo diritto a partecipare a questa festa deve essere rispettato».
[Pietro Ingrao]

Noi (io) condividiamo in toto… e sebbene Amos Luzzatto sollevi Bertinotti da qualsiasi responsabilità per le bandiere israeliane bruciate, ammette che «non è facile essere ebreo (detto yiddish, n.d.r.), tantomeno ebreo di sinistra, dopo un 25 aprile così cupo».
L’ironia ebraica è difficile da bruciare. :mrgreen:




Pensieri Poliedrici

"La Chiesa sta divenendo per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo"
Joseph Ratzinger, 30 anni fa. ;-)

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