«Voglio innanzi tutto ringraziare tutti coloro che mi hanno attribuito il loro consenso, ma anche e sinceramente, con impegno per il nostro lavoro, quanti hanno votato per il presidente Andreotti (vivi, generali applausi. Il senatore Andreotti ringrazia)».
[Franco Marini, Presidente del Senato, dal discorso d'insediamento.]
Si, come no, ringraziamo i 156 Senatori della Repubblica i quali, per il bene del Paese, hanno votato una persona collusa con la Mafia fino al 1980 (vedasi la sentenza della Corte di Cassazione del 15 ottobre 2004). Roba da interpellanza parlamentare…
«Io sono un uomo di parte non temo il conflitto, la politica chiede scelte, opposizioni e contrapposizioni. Ma vorrei fosse bandito da quest’aula il rischio di scivolare nella coppia politica amico-nemico. Mi rivolgo a voi direttamente per sottolineare con un piccolissimo gesto il senso di apertura, di confronto e dialogo che vorrei prevalesse in questo Parlamento.
Vorrei che facessimo tutti, tutti insieme un pellegrinaggio, il pellegrinaggio che Calamandrei indicava ai giovani. Il pellegrinaggio dove è nata la Costituzione, dove caddero i partigiani, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà. Lì è nata la nostra Costituzione, la nostra irriducibile scelta di pace, lì c’è l’origine delle nostre radici. (lungo applauso)
Vorrei che questo fosse il viatico per i lavori di quest’assemblea in cui ognuno si riconosca. Su questa stessa linea, idealmente vorrei si tenesse quest’assemblea a Marzabotto. Quelli sono i luoghi dove c’è l’origine della nostra Repubblica, e dove dobbiamo trovare le radici e la forza per progettare il futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo… Dedico questa elezione alle operaie e agli operai.
[Fausto Bertinotti, Presidente della Camera, dal discorso d'insediamento.]
Già meglio, decisamente… attendiamo i fatti.

