«Per due mesi sono stato mortificato da tutti, incolpato prima di essere giudicato. Sono stato crocifisso… Non sono un angelo, ero in un ambiente di diavoli e per stare con il diavolo bisogna stare al loro livello. Parlo di diavoli in senso generale, non mi riferisco al Milan (:mrgreen:)».
[Luciano Moggi]
Monthly Archive for giugno, 2006
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«Ora proveranno a farmi fuori. Già li sento quelli dell’Udc e quelli di An. Ma se l’intesa tra noi e la Lega rimane salda, cosa possono fare? Niente. Senza di noi, dove vanno?»
[Silvio Berlusconi]
«Gli italiani fanno schifo e l’Italia fa schifo. Perché non vuole essere moderna e hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri»
[Francesco Speroni, Lega Nord]
Raffinata analisi politica.
«Certo c’è un po’ di delusione per il risultato, ma devo dire che sopra il Po ha vinto il Sì»
[Roberto Calderoli, Lega Nord]
Lezioni di geografia per il redattore della riforma bocciata.
«le parti più avanzate del Paese hanno votato Sì»
[Andrea Gibelli, Lega Nord]
Io sono sempre in controtendenza.
«Il riferimento al Milan non ha alcun fondamento»
[Silvio Berlusconi in merito al deferimento del Milan]
«La giustizia non piace a nessuno, è diventata un affare privato che ognuno vuole gestire per conto proprio, compresi i giornalisti»
[Guido Rossi, commissario straordinario FIGC]
Compreso anche un ex Presidente del Consiglio.
«La legge sulla devolution è nata in una baita a Lorenzago, tra i monti del Cadore, tra polenta formaggi e costine di maiale. A dispetto della serietà del tema, la stesura del testo si svolse in un clima rilassato. E soprattutto, in un contesto spartano: un rifugio in montagna senza elettricità: quando calava il sole usavamo le lampade a carburo. In quel giugno del 2003, con Giulio Tremonti e Umberto Bossi, c’erano i saggi indicati dalla maggioranza: Domenico Nania (An), Andrea Pastore (Fi) e Francesco D’Onofrio (Udc), oltre al sottosegretario Aldo Brancher (FI). E proprio quest’ultimo era incaricato di preparare da mangiare: Si metteva ai fornelli a fare la polenta in grossi recipienti di rame. Quando era pronta la portava in tavola con costine di maiale e formaggi. Così il clima si scaldava, il vino scorreva e anche le divergenze tra di noi venivano superate facilmente. Quelle giornate hanno aperto la strada all’accordo all’interno della maggioranza che sembrava difficile da raggiungere»
[Roberto Calderoli, Adnkronos, 2005].




