Archive for Luglio, 2006



Chi vota cosa?

L’indulto è passato alla Camera e il Tonino (Di Pietro) nazionale ha deciso di pubblicare i nomi dei deputati che hanno votato a favore.

Fausto Bertinotti deplora il gesto, la CDL ha chiesto le dimissioni di Di Pietro da Ministro delle Infrastrutture e Dario Franceschini (capogruppo dei deputati dell’Ulivo) ha sbottato: «Deve chiederci scusa, non si può arrivare a tanto. E’ una questione istituzionale, di rispetto del Parlamento.»

«Il voto dei deputati è pubblico e quindi, per definizione, tutti hanno diritto di sapere come hanno votato i singoli parlamentari. Sarebbe davvero grave se si volesse nascondere agli elettori chi ha votato a favore dell’indulto»
[Antonio Di Pietro]

Infatti le votazioni sono presenti (oltre che sul blog di Di Pietro) sul sito della Camera dei Deputati nel documento pdf Indice Elenco N.2. :mrgreen:

Pastone popolare europeo

«Casini non sa dove andare, si trova in mezzo al guado… ma di là non lo accetterebbero mai, e poi andrebbe fare solo uno dei colonnelli, andrebbe in mezzo ai franceschini… i traditori del resto sappiamo che non vengono perdonati dagli elettori. La storia è chiara: tutti quelli che hanno lasciato la Cdl sono completamente spariti. Quindi…»
[Silvio Berlusconi]

Quindi… oggi abbiamo ex Ministro del Lavoro del primo governo Berlusconi, che dopo aver lasciato la CDL è diventato Ministro della Giustizia del secondo governo Prodi. :mrgreen:

«Da settembre si parte con il Partito dei Moderati, anche Fini si è accodato… si parte con la sezione italiana del PPE».
[Silvio Berlusconi]

PPE? Partito Popolare Europeo? Quello nel quale sono iscritti l’UDC di Casini e l’UDEUR di Mastella? :mrgreen:

La delusione, il rigore etico e la memoria

«Non deludete i detenuti»
[Fausto Bertinotti, appello al Governo sull'indulto]

Già, perché gli elettori che hanno votato per l’Unione, nel cui programma l’indulto per i reati finanziari non era previsto, sono delusi già da un bel pezzo. :mrgreen:

«Sarebbe quanto mai utile ed opportuno che in queste ore il governo facesse sapere quali delle leggi ad personam approvate dalla destra intende rapidamente abrogare. In questo modo si renderebbe chiaro che l’indulto non attenua minimamente il rigore etico e giuridico a cui il centrosinistra intende ispirare la sua politica in materia di giustizia»
[Piero fassino]

A proposito di rigore etico e giuridico, è interessante quello che tiene a ricordare il capogruppo dell’Ulivo in Commissione Giustizia. :mrgreen:

Tutti indulgenti appassionatamente

«Bisogna innanzitutto combattere la corruzione, fenomeno ancora vivo, come prova il 42° posto che l’Italia ha ottenuto nel 2004 nella classifica di Transparency International, l’autorevole Ong indipendente che si batte contro i fenomeni di corruzione. Daremo maggiore attenzione sia ai reati connessi all’attività amministrativa, come la corruzione, sia alla criminalità economica, che falsa le condizioni di concorrenza e di mercato. Il Codice Etico è uno strumento che vuole garantire nella sottoscrizione di accordi commerciali il rispetto dei diritti umani, sindacali. e la lotta alla corruzione, quale percorso fondamentale in materia di responsabilità sociale delle imprese e di dimensione sociale della globalizzazione».
[Per il bene dell'Italia. Programma di governo 2006-2011 presentato dall'Unione e sottoscritto da tutti i segretari di partito del centrosinistra nell'aprile 2006]

«L’Ulivo decide di non cambiare. La proposta di legge sull’indulto approvata definitivamente in commissione Giustizia il 18 luglio non sarà modificata in aula. Il provvedimento di clemenza di 3 anni comprenderà anche i reati contro la Pubblica amministrazione, dalla corruzione alla concussione all’abuso d’ufficio, e i reati finanziari, societari e fiscali».
[Ansa, 20 luglio 2006]

«Se non lasciamo nel testo la possibilità di far beneficiare dell’indulto anche Cesare Previti, Forza Italia non voterà con noi questo provvedimento. E vorrei ricordare a tutti che il quorum per farlo passare è di due terzi».
[Pierluigi Mantini, capogruppo dell'Ulivo in commissione Giustizia, Ansa, 20 luglio 2006]

Terrorismo e guerriglia

«Che un tribunale sciaraitico di Al Qaeda dica che è legittimo combattere contro le forze internazionali in Afghanistan e che è legittimo il “martirio” degli islamici che muoiono in battaglia, è un fatto scontato. Che lo sentenzi il tribunale della libertà di Bologna ci preoccupa assai. Ebbene, ciò è quanto si evince dall’ordinanza del 27 giugno 2006 emessa dalla corte presieduta da Liviana Gobbi, con cui è stata respinta la richiesta di custodia in carcere nei confronti di 18 sospetti terroristi islamici. La sentenza ha affermato il principio che “restano esclusi dall’ambito della definizione di terrorismo gli atti di violenza, da chiunque compiuti, contro militari impegnati in un conflitto armato, salvo la illiceità di tali atti sotto altri profili del diritto internazionale umanitario (crimini di guerra o contro l’umanità)”»
[Magdi Allam]

Gli atti di violenza, compiuti da chiunque, contro militari impiegati in un conflitto armato vengono tecnicamente definiti come guerriglia. Il terrorismo è ben altro.
Per Magdi Allam, è risaputo, sono la stessa cosa. :mrgreen:




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"La Chiesa sta divenendo per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo"
Joseph Ratzinger, 30 anni fa. ;-)

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