
«Il governo israeliano ha deciso di rimuovere 27 posti di blocco in Cisgiordania per facilitare la libertà di movimento della popolazione palestinese, nel rispetto di una promessa fatta da Olmert al presidente palestinese Abu Mazen. Lo ha riferito il vice ministro della difesa Efraim Sneh»
[RaiNews24, 25 dicembre 2006]
Il governo israeliano, neanche un anno fa, aveva promesso ad Abu Mazen il ritiro dalla Cisgiordania.
Quanto al rispetto delle promesse, nella Striscia di Gaza non vogliono certamente essere da meno e quindi hanno lanciato in territorio israeliano 55 razzi Qassam dal 26 novembre scorso, ovvero la data in cui è stata sancita l’ennesima tregua pacco. 
Pubblicato il 25 Dicembre 2006
in Cronaca.

«Support his fight against bush
We are also tired of Bush
Iran has the right to produce nuclear energy
No US aggression against any country
Evil US military stay home»
[Pubblicato sul Tehran Times, quotidiano conservatore-governativo iraniano. La Repubblica 24 dicembre 2006]
In una parola: SWINE (porco o maiale a seconda dei gusti) 
Pubblicato il 24 Dicembre 2006
in Società.

«Il Natale ci aiuta a prendere coscienza del valore della vita umana, dal suo primo istante al suo naturale tramonto»
[Papa Benedetto XVI. RaiNews24 24 dicembre 2006]
Tipico di un teologo confondere il vivere con l’esistere. 
Ogni tanto capita qualche Uomo che ci ricorda la vitale differenza.

«Il Segretario di Stato, Condoleezza Rice, ha dichiarato all’Associated Press che la guerra in Iraq è stato un buon investimento sia in denaro che in vite umane e ha aggiunto che la guerra, anche se si è rivelata più difficile del previsto può ancora essere vinta»
[RaiNews24 22 dicembre 2006]
E chi lo dice è tuttora convinta che Saddam Hussein possedesse armi di distruzioni di massa. Credibilità aldisotto di ogni sospetto.
Interessante anche il concetto di buon investimento; tuttavia ritengo che spreco sia un termine più appropriato. 
Pubblicato il 21 Dicembre 2006
in Cronaca.

«Questa notte, esattamente 10 mesi dopo Luca Coscioni, dopo una tortura indicibile Welby ha raggiunto quello che ha desiderato, per cui ha lottato. Credo che saremo in tanti a restare perennemente grati a Piergiorgio come a Luca per quanto avranno saputo concepire e realizzare, per quello a cui hanno saputo dar corpo. Resteranno come fonte di forza, di amore, di speranza»
[Marco Pannella. RaiNews24, 21 dicembre 2006]
Proprio ieri il NYT ha definito la storia di Piergiorgio Welby come «la lotta di un poeta per il diritto di morire quando vuole».
C’è solo da sperare che la poesia di quest’uomo venga riconosciuta - come accade tipicamente per i grandi poeti - negli anni a venire, possibilmente non troppo lontani.