
«(…)e se Internet, per caso, fosse ‘peggio’ della televisione, in termini di persuasione occulta e manipolazione dei cervelli?»
[Alessandro Gilioli, citando il libro in pubblicazione di Paolo Landi "Impigliati nella Rete". L'Espresso 27/09/07]
Ammesso sia vero, la differenza (soprattutto in Italia) è che Internet permette di scegliersi (almeno per il momento, più o meno consapevolmente) i manipolatori di cervelli preferiti.
«”La Rete è il modello di comunicazione ideale per una generazione che ha tempi di consumo rapidi e non gradisce altre forme espressive in cui i contenuti non siano sintetici e sincopati”, accusa Landi. Il cui riferimento è, evidentemente, al fatto che il linguaggio con cui si comunica sul Web (dagli Instant messages agli stessi blog, fino ai videoclip) ha come caratteristica fondante l’estrema brevità. I famosi tre minuti oltre i quali si cambia canale in tivù, sono diventati quattro righe di ‘post’ o cinque secondi di videoclip oltre i quali si cambia sito. Con la conseguenza che la Rete rischia di premiare i messaggi meno articolati. Oltre che, naturalmente, i più ‘divertenti’: al Web ci si avvicina come mezzo più di entertainment che di informazione, quindi non è strano che ad aver successo sia un comico, proprio come su YouTube i video più popolari sono quelli che fanno ridere. Ma è sul mix di assertività e rozzezza che insiste Landi: “Come Hillary, costretta a usare nel suo messaggio in Rete un linguaggio a prova d’idiota, anche Beppe Grillo ricorre a concetti molto basici per farsi capire dal popolo dei blog. A molti può sembrare una grande novità in politica usare la parola ‘Vaffanculo’, ma è la parola magica che tutti capiscono in un universo come la Rete che ha tempi di consumo rapidissimi. Che non azzerano la distanza tra politico e cittadino ma semmai azzerano la comunicazione di idee”»
[Alessandro Gilioli, citando il libro in pubblicazione di Paolo Landi "Impigliati nella Rete". L'Espresso 27/09/07]
Leggerò il libro solo per conoscere tutte le risposte che l’autore pensa di avere riguardo la Rete; anche se prediligo le domande, ritenendole tendenzialmente più interessanti delle risposte.
E se in Rete non esistesse il linguaggio, ma i linguaggi? E se il problema non riguardasse la Rete ma fosse degli utenti che comprendono una sola lingua?