Monthly Archive for gennaio, 2009

Page 2 of 2

Quello che non sapete su Gaza

Rashid Khalidi

Daniele Luttazzi traduce sul suol blog un articolo alquanto interessante di Rashid Khalidi, pubblicato sul New York Times lo scorso 7 gennaio a proposito di quello che le persone ignorano sulla Striscia di Gaza.

Cito solo il paragrafo finale:
«Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane: ”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto“».

Che poi la Borsa di Tel Aviv schizzi alle stelle ogni qualvolta Israele decide di esercitare il suo diritto di autodifesa è una pura coincidenza. :mrgreen:

Questione Morale Docet

«A pochi giorni dall’insediamento ufficiale, la squadra di governo di Barack Obama perde un elemento di spicco: il governatore del New Mexico Bill Richardson, scelto dal presidente eletto come prossimo segretario al Commercio, ha rinunciato alla nomina perché coinvolto nell’inchiesta che vede una società californiana accusata di aver comprato un appalto pubblico in New Mexico».
[La Repubblica 04-01-09]

Crisi d’identità

«Strage di civili a Gaza City».
[AGI 04-01-09]

Gemma di Capodanno

«Un giorno qualcuno dovrà studiare con categorie non politiche – e magari psicanalitiche – i misteriosi meccanismi che portano uomini tanto diversi per storia e convinzioni al medesimo processo di bonaria mummificazione nel momento in cui entrano al Quirinale.

Saranno gli arazzi, i tappeti, gli stucchi, i cortigiani, chissà. Sta di fatto che quando si diventa presidenti della Repubblica si assume quasi coattivamente una tendenza irrevertibile al luogo comune, al nulla che mette tutti d’accordo, e vai con l’appello, l’auspicio e il monito, il tutto pieno di buoni e generici sentimenti in una grande notte in cui tutti i gatti sono bigi.

Così a sentire ieri sera il buon Napolitano – e che Dio ce lo conservi, per carità – non sembrava neppure di vivere in un paese per un terzo controllato dalla criminalità organizzata, ottuso dal sonno dei valori civili, rotolante verso il basso in tutte le classifiche di innovazione, di trasparenza, di modernità. Un paese sempre più periferico e incapace di reagire al proprio declino, inebetito da un governo di affabulatori mediatici e senza un’opposizione decente dall’altra parte.

Non a caso, nel palazzo della politica il discorso di Napolitano è piaciuto così tanto a tutti, a Berlusconi e ad Epifani, a Calderoli e a Rotondi, a Veltroni e a Gasparri, a Bersani e a Cicchitto. Condividono tutti, condividono tutto.

Succede, quando non si dice niente».

[Alessandro Gilioli. L'Espresso 01-01-09]