Monthly Archive for settembre, 2009

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Elite di merda

Renato Brunetta

«Ci sono “élite di merda che vivono di rendita” e tramano contro il governo e dunque contro il popolo sovrano. Così, in sintesi, ha detto ieri il ministro Brunetta, entusiasmando una platea amica e disgustando una volta di più l’altra metà degli italiani, si suppone in rappresentanza delle élite di merda.

Brunetta è il classico fanatico: uno che quando parla gli saltano uno dopo l’altro i freni inibitori, e gli esce fumo dalle orecchie. In quanto tale, in una fase così aspra dello scontro politico, ascoltarlo aiuta a mettere a fuoco almeno alcuni dei sentimenti profondi che muovono questa maggioranza. A partire dal fascismo, l’odio per le élite (vedi il complotto demo-pluto-giudo-massonico) è un classico del populismo autoritario. Ricchi malvagi, gelosi dei loro privilegi, tramano nell’ombra per contrastare l’avvento luminoso di una nuova era.

(…)

In questo Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. Urgerebbe un analista se anche gli psicanalisti non fossero, come è ovvio, una élite di merda.»
[Michele Serra. La Repubblica 20-09-09]

«Nessun pentimento e, tantomeno le scuse. Il ministro Renato Brunetta torna sulle sue pesanti affermazioni di ieri a proposito della “sinistra golpista” che deve andare “a morire ammazzata”: “Non sono un ipocrita, non mi scuso per i toni che ho usato: se i giornalini o i giornaloni si attaccano a una battuta ironica fatta in romanesco facciano pure, nel merito di quello che ho detto non ho ricevuto nessuna obiezione”»
[La Repubblica 20-09-09]

Per ricevere obiezioni nel merito bisogna dire nomi e cognomi: “sinistra golpista” o “elite di merda” sono classiche categorie populiste che, all’occorrenza, possono essere usate per ghettizzare chiunque non sia allineato al Brunetta-pensiero. :mrgreen:

Casuality strategy

Casuality strategy

Transition strategy

Transition strategy

Evasione genitale

Evasione genitale

Colomba in crisi d’identità

Colomba in crisi d'identità

«Sei militari italiani sono morti in Afghanistan. La Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) ha annullato la manifestazione per la libertà di informazione del 19 settembre a causa dell’attentato. Decisione incomprensibile, ma in fondo comprensibile. Nessuno sa perché dobbiamo morire per Karzai. Con una libera stampa non saremmo in Afghanistan. Meglio un rispettoso silenzio. Ogni tanto si vergognano anche i giornalisti».
[Beppe Grillo 17-09-09]

«Un Paese con stampa e tv più libere, prive dell’enorme peso del conflitto d’interessi e anche delle lottizzazioni minori, avrebbero saputo che siamo in guerra, che lo siamo da anni, sbaragliando l’indecente inganno della missione di pace. In un Paese con stampa e tv più libere, anche quelli che si offrono volontari avrebbero un quadro più realistico della situazione e forse ci penserebbero due volte prima di partire a fare la pace. Un Paese con stampa e tv più libere saprebbe che proprio le recenti elezioni presidenziali in Afganistan sono state una sconfitta per gli obiettivi di rinnovamento e di democrazia che formalmente ci si proponeva di raggiungere a Kabul»
[Alberto Capece 17-09-09]