
E’ se il 2011 non si dimostra diverso dalla solita fregatura, sbattetegli pure la porta in faccia.
Nell’attesa, Auguri a Tutti.
Un blog poliedrico di nicchia che parla d'altro con ironia…

E’ se il 2011 non si dimostra diverso dalla solita fregatura, sbattetegli pure la porta in faccia.
Nell’attesa, Auguri a Tutti.
«… in una scuola di Torino va in scena il classico spettacolo di Natale alla presenza delle famiglie. Ogni bambino sale sul palco ed esprime un desiderio per l’anno nuovo. Il primo dice: “Vorrei essere più bravo coi nonni”. Il secondo: “Vorrei un certo videogioco”. Il terzo: “Vorrei ci fosse ancora il lavoro per mamma e papà”. Nella sala scende il gelo, la realtà è una pasta abrasiva e certe cose non si confessano neanche in tv. Un amico presente alla scena commenta: è un mondo al contrario, quello in cui sono i figli a desiderare un posto per i genitori, ma forse l’unica speranza che resta, a questo mondo, è proprio un bambino che al futuro non chiede un giocattolo ma un lavoro per mamma e papà».
[Massimo Gramellini | La Stampa 23-12-10]
«Non è vero che italiani come Bearzot non ne nascono più. È vero invece che nascono quasi sempre negli stessi posti: vicino a un confine. Là dove dell’italianità, evidentemente, arrivano solo gli effluvi e non le pestilenze. Italiani di confine erano i piemontesi Cavour e Gobetti, il trentino De Gasperi e – per rimanere nel paradiso ristretto dei commissari tecnici campioni del mondo – l’alpino torinese Vittorio Pozzo. Dell’italiano di confine, Enzo Bearzot da Aiello del Friuli aveva tutte le caratteristiche, a cominciare dal cattivo carattere che è tipico, diceva Montanelli, di chi un carattere ce l’ha».
[Massimo Gramellini | La Stampa 22-12-10]