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La Costituzione tra sogno e realtà

«Ma allora, a mente fredda, hanno fatto bene o male le persone che l’altro giorno sono andate a fischiare Marcello Dell’Utri a Como, impedendone la conferenza con la forza del rumore?
E’ il segno di un “risveglio sociale” e di “un’Italia capace di indignarsi” (Di Pietro) oppure farlo tacere ha costituito una lesione della Costituzione – articolo 21 – e teorizzare il gesto è un atteggiamento che legittima chiunque ad andare a una pubblica manifestazione impedendo a un altro di parlare (Sofri)?»
[Alessandro Gilioli | L'Espresso 01-09-10]

Nell’Italia dei sogni la Costituzione va rispettata e fatta rispettare, sempre e comunque…

Nell’Italia reale i cittadini non possono nemmeno scegliersi i condannati (in primo e secondo grado)  per concorso esterno in associazione mafiosa da mandare in Parlamento, ai quali pagare lo stipendio. :mrgreen:

Finché ci saranno loro…

«Sesto Calende. Il sindaco: “Finchè ci sarò io gli islamici non potranno riunirsi”»
[VareseNews 28-08-10]

«Prima di dire che quel luogo non è idoneo alla preghiera, essendo una associazione sportiva, voglio anche confermare che il mandato elettorale affidatoci dai cittadini è chiaro: a Sesto Calende, finchè ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità e questo è il primo impegno che ci siamo presi. Questo non significa che gli islamici non possano pregare ognuno a casa propria, rispettiamo la loro religione e per il resto continueremo a dare loro i servizi a cui hanno diritto come tutti gli altri».
[ibidem]

Serve specificare che il sindaco è leghista? :mrgreen:

Vorrei ricordare che in una democrazia degna di tal nome, il rispetto delle regole ha la priorità assoluta; ricevere un mandato elettorale non autorizza a considerare degli optional gli Articoli 2 – 3 – 8 – 19 della Costituzione della Repubblica Italiana. :mrgreen:

C’era una volta la noble politique

«Se gradite un massaggio al morale, scordatevi leggi ad personam e cognati a Montecarlo. Date piuttosto un’occhiata alla rassegna-stampa di ieri: “Egregio ministro dell’Interno, quando lasciai il mio posto a Milano fui messo in disponibilità con metà dello stipendio. Ebbene, trovo di poterne fare a meno. Considerando che già ricevo dallo Stato la cifra di… come direttore della Galleria, mi pare doveroso, nelle attuali condizioni delle finanze, rinunciare a quell’altra somma”. E allora?, direte voi. Si tratterà di un miliardario o di un eccentrico. Il vero dramma di questo Paese non è solo lo spreco di denaro pubblico, ma la tragica incompetenza di chi è chiamato a gestirlo. Giusto, eccovi serviti, sempre dalla rassegna-stampa di ieri: “Signor ministro, Ella mi ha comunicato un decreto che mi nomina direttore del ministero dei Lavori Pubblici. La ringrazio dell’onore che mi ha voluto fare, ma non ho le cognizioni tecniche necessarie a un direttore dei Lavori Pubblici e non potrei, senza danno pubblico e senza rimprovero della mia coscienza, togliermi un carico maggiore delle mie forze. La prego perciò di accettare la mia rinuncia”.

Siete rimasti colpiti, vero? Anch’io, accidenti. Ho confuso le buste e, anziché quella con la rassegna stampa, ho aperto quella coi ritagli della storia d’Italia che sto scrivendo in ultima pagina con Fruttero. La prima lettera era di Massimo D’Azeglio, Torino 1861, la seconda di Luigi Settembrini, Napoli 1860. Chiedo scusa ai politici contemporanei per averli confusi con quegli improvvidi antenati».
[Massimo Gramellini | La Stampa 25-08-10]

C’è un pacco per te

C'è un pacco per te

«Scrivo al mio Paese e vi dico cosa farei»

Bestseller

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«Cara Mondadori, per le leggi il tuo sarto è proprio su misura»
[Vito Mancuso | La Repubblica 23-08-10]