
«Altro che miracolo dell’informatica targato Silicon Valley: a inventare l’iPod, il riproduttore Mp3 più famoso e venduto del pianeta, è stato - nel 1979 - un inglese (Kane Kramer). La Apple di Steve Job non ha fatto altro che rilevare i brevetti scaduti e appiccicarci sopra il simbolo della mela morsicata».
[La Stampa 08-09-08]
… ma tutto si scopiazza. 

«Gli scienziati hanno misurato gli effetti di diverse immagini sull’attività cerebrale e su altri organi di otto uomini cui sono stati fatti vedere tre tipi di filmati: un documentario sulla pesca, uno sketch del personaggio comico Mr. Bean e una pellicola porno. [...] Come atteso - rivelano gli scienziati - l’erezione è arrivata con la visione della pellicola hard, così come si sono accese in corrispondenza alcune aree del cervello»
[Corriere della Sera 16/06/08]
Se vi viene un’erezione guardando un documentario sulla pesca o Mr. Bean, fatevi controllare l’attività dei neuroni specchio. 

«Centouno invenzioni di cui non potremmo più fare a meno. Il britannico Independent ha stilato la lista delle scoperte che hanno rivoluzionato la vita quotidiana dell’uomo: dal fuoco, nel lontano 590mila a.C., all’iPod nel 2001, passando per lo sciacquone del water (1597)»
[La Stampa 04/11/07]
Nella classifica manca una cosa fondamentale… oltre al Game Boy e all’Atari 2600.
Quelli dell’Independent provino ad esempio a farsi curare una carie o farsi estrarre un dente del giudizio senza anestesia, poi vediamo se non possono più fare a meno dell’Atari 2600 (al quarto posto). 

«Chi utilizza il cellulare da più di 10 anni vede aumentare le possibilità del 20 per cento di contrarre il glioma e del 30 per cento di ammalarsi di neuroma acustico. Il primo è un tipo di tumore maligno che colpisce soprattutto il tessuto nervoso del cervello, ed è difficilmente curabile; il secondo è una formazione benigna. La probabilità di incorrere in tumori è indiscutibile, almeno stando ad una ricerca condotta da due scienziati svedesi, Lennart Hardell dell’University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University, e pubblicata su ‘Occupational Environmental Medicine’»
[La Repubblica 08/10/07]
Per ora di indiscutibile c’è solo un progressivo deterioramento di quella zona del cervello adibita al galateo.
«Ma cosa significa essere utilizzatori abituali dei cellulari? “Significa usare un telefonino, ma anche un cordless, per circa un’ora al giorno, che equivale a 2000 ore in 10 anni“, hanno spiegato i due ricercatori al quotidiano Indipendent»
[ibidem]
Molto affidabili questi ricercatori svedesi. 

«10 giorni: è questo il tempo necessario al team Mozilla per risolvere qualsiasi vulnerabilità emerga nel browser Firefox, anche se di gravità critica, anche se annidata nel codice del più complesso dei componenti»
[Mike Shaver. HTML.it 07/08/07]
Se consideriamo l’informatica una scienza, allora non può essere una sparata di marketing (di pessima qualità) nella calura d’agosto.
Premesso che chi scrive usa il panda rosso dai suoi albori (alternandolo ad Opera dal 2005), dati Secunia alla mano:
Questa è una vulnerabilità segnalata a settembre 2004 non ancora risolta.
Questa è una vulnerabilità segnalata a giugno 2006 non ancora risolta.
Questa è una vulnerabilità segnalata a novembre 2006 non ancora risolta.
Questa è una vulnerabilità segnalata a febbraio 2007 non ancora risolta.
Questa è una vulnerabilità segnalata a giugno 2007 non ancora risolta.
Questa è una vulnerabilità segnalata a luglio 2007 non ancora risolta.
Questa è una vulnerabilità segnalata a luglio 2007 solo parzialmente risolta.
Riassumendo: L’attuale versione di Mozilla Firefox (2.0.0.6) è affetta da sei vulnerabilità non risolte, comunque sempre meglio di IE 7 (che ne ha nove).
Il browser attualmente più sicuro, o comunque quello più velocemente aggiornato per la risoluzione delle proprie vulnerabilità, è (come al solito) quello meno usato. 