Delirio fiscale

Roberto Calderoli

«L’extragettito di cui si è tornati a parlare in questi giorni è una conferma dei furti dello Stato. Dovrebbero essere condannati all’ergastolo per furto ed esproprio al popolo italiano…Dovrebbero essere tutti arrestati perché ora collocano il frutto di un torto e dovrebbero restituire i soldi che di solito fregano qua e distribuiscono altrove. Sono dei ricettatori.»
[Roberto Calderoli. RaiNews24 26/08/07]

A parte una possibile configurazione diffamatoria passibile di querela per le affermazioni su riportate, gli aspetti grotteschi sono essenzialmente due:
1) Calderoli è il vice della seconda carica più importante dello Stato italiano. :mrgreen:
2) Dallo scorso 11 giugno Calderoli è iscritto al registro degli indagati, con l’ipotesi di appropriazione indebita, dalla Procura della Repubblica di Lodi nell’indagine sui comportamenti del banchiere Giampiero Fiorani e di Antonveneta. :mrgreen:

«Finora gli è andata bene. Noi padani pagavamo e non abbiamo mai tirato fuori il fucile, ma c’è sempre una prima volta»
[Umberto Bossi. RaiNews24 26/08/07]

La domanda (che ad es. pone Giovanni Russo Spena) è: «perché per episodi assai meno gravi, come le scritte sui muri (comunque deprecabili, n.d.a) contro il cardinal Bagnasco, tutti gridano, con immensa esagerazione, al prototerrorismo, e quando un leader di grande importanza della destra parla di fucili e scioperi fiscali il fatto viene considerato un innocuo gioco di società?»

Le risposte possono essere molteplici; certamente Bossi è già stato condannato per istigazione a delinquere. La vera domanda è: vuole il bis? :mrgreen:

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