«L’Aquila, a tre settimane dal sisma, cresce l’irritazione degli sfollati: e la ricostruzione? “I vigili lavorano per la visita del Pontefice. Bene, ma noi restiamo nelle tende”. “Tutti qui, dal premier al Papa ma Onna non è uno spot tv”».
[La Repubblica 27-04-09]
«(…) Ma gli occhi per vedere li abbiamo. Per otto giorni i vigili del fuoco, che sono bravissimi, hanno lavorato soprattutto per preparare le visite di Berlusconi e del Papa. Hanno puntellato la chiesa, così il Santo Padre la può vedere ancora in piedi. Un lavoro inutile, perché poi sarà abbattuta. Hanno costruito la strada e l’eliporto. Hanno preparato anche un piccolo campanile, con le campane recuperate fra le macerie, a fianco del tendone della nuova chiesa. Tutto bello. Ma nelle tende si vive malissimo. Gli anziani e chi cammina con difficoltà non riesce ad entrare in bagno (…)».
[Gianfranco Busilacchio, del direttivo del comitato Onna Onlus. La Repubblica 27-04-09]
Non occorre essere anticlericali per usare il buon senso; infatti, cito una teologa cattolica 90enne che la sa lunga.
«Tra le chiese e le case vanno (ri)costruite prima le case, perché Dio non ha freddo».
[Adriana Zarri]






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