Ermeneutica staminale

Via alla filippica. :mrgreen:

«L’utilizzazione dell’embrione umano riceve un giudizio completamente negativo non solo dalla morale cattolica ma di chiunque rispetti l’individuo umano, la persona umana»
[Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita | Corriere della Sera 31-07-10]

Chiunque non sia allineato sappia quindi di non avere alcun rispetto per la vita umana, con buona pace di epistemologi e ricercatori scientifici. :mrgreen:

«Per quanto si siano fatti sforzi per negarlo, la scienza rimane ferma nel dire che l’embrione è un essere umano in cammino».
[ibidem]

Balla colossale. La definizione scientifica di embrione varia a seconda degli organismi considerati appartenenti al regno animale o vegetale; quindi, è completamente svincolata dal concetto di specie umana.

«Dal punto di vista dei risultati, da molte parti e da tempo si è rilevato che non conseguono i risultati attesi, perché le cellule staminali sono inclinate a riprodurre un soggetto, un individuo, non altre cellule».
[ibidem]

Altra balla colossale. L’emerito esperto sta parlando (probabilmente a sua insaputa) di un tipo specifico di cellula staminale, quella totipotente, una dei quattro macro-tipi.
I risultati ci sono, ampiamente documentati; forse molti non sono soddisfacenti per la mancanza di fondi derivante anche da paraocchi ideologici?

«In ogni caso, anche qualora per assurdo ci fosse un esito positivo, moralmente rimane delitto».
[ibidem]

E far nascere un bambino sano curando direttamente il feto malformato cos’è? Eugenetica, si dirà. Né più né meno della selezione di una morale dominate. :mrgreen:

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