«Tutti quelli che si trovavano nella casa furono uccisi dagli americani, eccetto mio fratello ed io, eravamo troppo terrorizzati per muoverci e io cercai di nascondermi sotto un cuscino. Una scheggia mi aveva colpito la gamba. Per due ore non osammo muoverci. I miei famigliari non morirono sul colpo. Potevamo udirli lamentarsi.»
[Iman Hassann, 10 anni. Durante una rappresaglia statunitense ha perso i nonni, i genitori, due zii ed un cugino di 4 anni.]
«E’ un disastro. In questo modo non fanno che provocare tutti gli iracheni, specialmente la comunità sunnita. Stanno spingendo la gente ad unirsi alla resistenza e a combattere. Forse alcuni di loro ora condividono di più le posizioni di al Qaeda.»
[Tareq al-Hashemi, vicepresidente dell'Iraq]
«…gli Stati Uniti e i loro alleati devono continuare a fornire al popolo iracheno pieno appoggio e impegnarsi a sconfiggere i nemici, perché un insuccesso renderebbe il mondo un posto estremamente pericoloso».
[George W. Bush]
La domanda che dovrebbe porsi quello che «bombardare l’Iraq me l’ha ordinato Dio» è: dopo 3 anni di esportazione della democrazia in Iraq, il mondo è un posto più sicuro?


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