Il Catechismo dimenticato

Il Catechismo dimenticato

«Da una parte sono doverosi sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza. Ma non possiamo tacere che si tratta di un momento delicato, difficile, drammatico: se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza. Togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi. Si tratta dunque di un momento di forte preoccupazione, che deve far preoccupare e riflettere seriamente tutti noi e tutte le persone di buona volontà. Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto».
[Angelo Bagnasco, Presidente CEI. RaiNew24 15/07/08]

«L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti, può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente».
[Dal "Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica" di Joseph Ratzinger, 28 giugno 2005. La Repubblica 16/07/08]

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