
«Il generale Tommy Franks ha informato il presidente George W. Bush che le ostilità in Iraq sono finite. Lo ha detto la Casa Bianca»
[Ansa, 30 aprile 2003]
«Le operazioni di combattimento importanti sono finite in Iraq. Nella battaglia dell’Iraq, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno prevalso»
[George W. Bush, Ansa, 1° maggio 2003]
Dopo 3 anni e 4 mesi…
«Gli USA sono ancora in guerra»
[George W. Bush. Corriere della Sera 24/01/07]
«Bush ha poi lanciato un avvertimento: “L’America non può fallire in Iraq. Le conseguenze di un fallimento sarebbero terribili e molto profonde”. Bush ha precisato che la sua strategia (già bocciata in Commissione al Senato, n.d.a) è stata scelta dopo avere esaminato con estrema attenzione con i comandanti militari le opzioni possibili. Bush ha spiegato nel discorso di aver scelto un aumento delle truppe “perché questa iniziativa racchiude le migliori possibilità di successo”».
[Corriere della Sera 24/01/07]
Le migliori possibilità di successo… come quelle di 3 anni e 4 mesi fa? ![]()


Abbiam scritto sulla stessa cosa, più o meno insieme. Non posso che condividere: a volte l’ironia è persino superflua, basta allineare un po’ di virgolettati e viene già da ridere, per quanto amaramente.