
«Alle 18 negli Usa (la mezzanotte in Italia) è iniziata la vendita del nuovo gioiello. In migliaia, anche per giorni, hanno atteso davanti ai negozi di Apple e AT&T»
[La Repubblica 29/06/07]
«E’ la storia, e voglio farne parte”, dice Nicholas Haubrich, uno dei primi fortunati ad aver messo le mani su un iPhone. In fila come lui tanti altri: per le nove del mattino, di fronte al cubo di cristallo del negozio Apple su Fifth Avenue si era creata una fila di circa 160 persone. Anche Steve Wozniak, detto Woz, co-fondatore della Apple, ha aspettato come tutti gli altri. “E’ da 30 anni che non faccio una fila così lunga – ha spiegato l’altro Steve, che indossava una maglietta con scritto “la fila comincia qui” – dall’ultimo concerto dei Rolling Stones a cui sono andato”»
[ibidem]
Fare la fila per spendere dai 500$ ai 600$ per avere quello che Steve Jobs ha definito “un prodotto magico, rivoluzionario. Letteralmente cinque anni avanti rispetto a qualsiasi altro. Abbiamo reinventato il telefono”.
Una reinvenzione del telefono che (specifiche tecniche alla mano): non è dotato di connettività UMTS, non è dotato di memory slot, non supporta Wireless Bluetooth Stereo Streaming (A2DP), non supporta IM, non supporta MMS, non supporta riconoscimento e comandi vocali, non ha una batteria sostituibile autonomamente, non supporta la registrazione video, (potrei continuare)… tutte caratteristiche tipiche di uno smartphone di fascia medio/bassa.
A scanso di equivoci, chi scrive usa anche sistemi Apple ed un iPod di prima generazione (in pensionamento
), ma a questo rivoluzionario iPhone, il quale verrà sicuramente e furbescamente migliorato nelle prossime versioni (per assicurare incassi anche a medio-lungo termine in stile iPod), preferisco un più tradizionale Nokia N95.





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