L’invasione degli ultrapadani

L'invasione degli ultrapadani

«La Padania un giorno sarà uno stato libero, indipendente e sovrano». Non solo: «Non basterà il federalismo, vogliamo cambiamenti più radicali. Venezia e Milano, se avessero fatto l’accordo secoli fa, non sarebbe arrivato neanche Napoleone». E ancora: «Saremo liberi con le buone o con le meno buone. È un diritto dei popoli essere liberi». Nella giornata conclusiva della festa dei popoli padani, poco prima di riversare in Laguna l’ampolla con l’acqua del Po prelevata sul Monviso, Umberto Bossi è tornato ad alzare i toni e a rilanciare, di fatto, la tematica secessionista. Perché «l’Italia è già federalista» e ora la gente della Padania non si accontenta più».
[Corriere della Sera 13-09-09]

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8 Responses to “L’invasione degli ultrapadani”


  • Mentre il Presidente del Consiglio pensava di aver risolto la crisi politica che si era aperta con gli onorevoli del Sud, Bossi praticamente gli spiega che il Sud non deve essere aiutato e che lui non si accontenta assolutamente di ciò che ha già ottenuto. Praticamente, tutti i piu importanti obbietivi del governo raggiunti fino ad ora sono stati dettati dalla Lega che vuol fare ben capire a Berlusconi che è in crescita e che senza di lei , Lui non va da nessuna parte. Dall’altro lato della maggioranza però c’è un Fini che si ribella, che manifesta il suo scontento, chiramente per dire al Premier di non acconsentire a tutte le richieste padane. Casini fa bene a protestare contro questo tipo di politica ricattatoria dicendo che la politica non è fatta di slogan populistici, ma di proposte concrete e ben strutturate come le riforme proposte da lui medesimo. C’è bisogno di un governo che arrivi al nocciolo della questione politica italiana, ma per disbrogliare questo nodo fondamentale c’è bisogno di un governo che lavori in tutti i fronti e che non si fermi al solo settentrione.

  • Come si suol dire “tutti i nodi vengono al pettine”; l’Italia è un paese strano! Già 15 anni fa, quando si cominciò a parlare di federalismo, nella mia mente e in quelle di molte persone semplici, cominciava a sorgere qualche dubbio: mi chiedevo che senso avesse parlare di federalismo in Italia. Tutti gli stati federali del mondo infatti, come USA e Germania, si definiscono federali perché erano partiti da una situazione in cui erano presenti stati o regioni indipendenti che però, riconoscendosi come appartenenti ad un’unica cultura e area geografica, avevano deciso di affidare ad un organo centrale di nuova costituzione (lo Stato Federale appunto) la competenza su alcune materie per le quali c’era l’esigenza di una comune regolamentazione condivisa. Alla luce di queste considerazioni, mi apparve subito evidente che ciò che la Lega definiva “federalismo”,considerando che in Italia lo stato centrale esiste dal 1861, non era altro che una proposta di secessionismo mascherata (male peraltro). Oggi questa intenzione secessionista viene espressa tranquillamente dalla Lega perché comunque sostenuta da ampi settori della maggioranza di governo (i quali però continuano a definisrsi federalisti, anche se non ci credono enanche loro). E’ arrivato però il momento di fermarli oppure sarà troppo tardi

  • Trovo ridicole le affermazioni di Bossi, Calderoli e similari.
    Le trovo ridicole e incoerenti. Si lamentano di Roma Ladrona, ma poi sono i primi a volere prebende e inciuci.
    Dicono di non volere posti di potere…e sono i primi a strillare per avere le poltrone.
    Dicono che vogliono tutelare il Nord, ma poi Malpensa è allo sbando e rischia la chiusura oltre al declassamento da hub ad aereoporto.
    Dicono che il costo della vita è diverso tra Nord e SUd, ma poi a veder ei conti, quel che differisce è il costo dell’affitto. E allora, propongono le gabbie salariali, invece di proporre una politica governativa seria sulle case costruite dallo Stato(invece di quel ridicolo 20% in più creato da berlusconi), in modo da calmierare i prezzi, venir eincontro alle eprsone e creare occupazione.
    Ora vogliono la secessione…e sapete perchè?? Perchè con il federalismo, la lega cesserebbe di esistere. verrebbe meno la sua ragioen di esistenza, e allora agitano spauracchi i cari Bossi, Calderoli e Maroni, solo per conservare la poltrona e le ricche prebende da parlamentari…. che schifo, che vergogna e che incoerenza

  • sono sbarcati gli alienipadani..neanche la diretta su rai1 han fatto?? strano..cmq..trovo vergognoso queste affermazioni&offese alla Stato Italiano, da parte di persone(alieni) che hanno INCARICHI ISTITUZIONALI! gente che dovrebbe lavorare x il bene della Nazione Italia! A qst punto, io cittadino meridionale, come posso fidarmi di qst gente? non posso! L’ITALIA E’ UNA&INDIVISIBILE! NESSUNA PAURA CARA PADANI!! vogliamo ridare dignita’&lustro alla nostra cara Italia!! L’UDC e’ l’unico partito che vi riesce a replicare, sappiate che non ci piegheremo mai, nè alle provocazione, nè agli insulti! SIAMO X L’ITALIA UNITA’, SIAMO X LA FAMIGLIA, DA NORD A SUD! Siamo per un’ITALIA che non butta gli immigrati in mare, ma che gli aiuti, gli integri, come ci insegna il Vangelo! chi sbaglia, non rispetta Stato&leggi saremo i primi a mandarli via! Siamo per una solo lingua, inno, bandiera, Uniti x ridare gioia’ a tutti gli Italiani!

  • Queste parole mi lasciano una tristezza difficile da descrivere. Ma oltre alla tristezza, c’è rabbia. Molta rabbia. Noi abbiamo una forza politica all’interno della maggioranza, che invece di lavorare, migliorare e rappresentare la Repubblica Italiana, cerca quotidianamente di distruggerla. E’inaccettabile tutto questo e dobbiamo far sentire la nostra voce. La voce di un popolo che si vuole opporre a questa politica razzista, territoriale, ricattatrice. Abbiamo bisogno di proposte serie come quelle dell’UDC, con interventi mirati per sostenere gli italiani, senza guardare ne a destra ne a sinistra, ne tantomeno al nord o al sud. Mattia Ventroni.

  • E’ ormai evidente a tutti che – spiace dirlo ma è palese – Umberto Bossi, ogni volta che parla, la spara grossa, ma grossa di brutto. Non sono più i toni alti o i colpi bassi di una volta. Sono ormai solo delle gratutite provocazioni o attacchi al debole di turno. Oggi il Sud, domani gli immigrati.
    Mi pare inoltre che si sempre più fuori dalla realtà. E spiace constatare che sempre più spesso lo siano anche i suoi seguaci.
    In un periodo di crisi e difficoltà c’è chi si permette il lusso di spingere verso una “guerra sociale” tra Nord e Sud.
    Seguire Bossi e la Lega potrebbe protarci sull’orlo (se non dentro al) del baratro. L’unico partito ad ergersi con decisione e fermezza alla Lega e al Governo Berlusconi (si legge “Governo Bossi”) è l’Unione di Centro.

  • La Padania libera, indipendente e nepotista (vedi il caso Renzo Bossi) colpisce ancora… Chi si illudeva di vedere un partito “moderato” che sostituisse la minaccia secessionista con un federalismo solidale (peraltro assente nella legge – bandiera del Governo) con queste esternazioni, gravissime se si pensa che chi le ha pronunciate è Ministro della Repubblica, è rimasto deluso. C’è bisogno di moderazione, di un nuovo equilibrio in un’Italia dominata dal populismo delle estreme (accanto alla Lega, il dipietrismo che comprime il Pd): il progetto di Casini annunciato domenica scorsa a Chianciano va, responsabilmente, in questa direzione.

  • Vittorio Vattelappesca

    Mi chiedo come sia ancora possibile pensare che un governo così ripiegato sulle posizioni leghiste possa guidare la nostra nazione. E’ giunto il tempo di scompaginare il quadro politico nostrano riportando al CENTRO i problemi della gente.

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