Bob Daisley ha pubblicato sul suo canale Youtube tre chicche dei Rainbow, già presenti in Live in Munich 1977 come bonus track.
Giusto per rivedere Blackmore e (ricordare) Dio agli antichi splendori.
Un blog poliedrico di nicchia che parla d'altro con ironia…
Bob Daisley ha pubblicato sul suo canale Youtube tre chicche dei Rainbow, già presenti in Live in Munich 1977 come bonus track.
Giusto per rivedere Blackmore e (ricordare) Dio agli antichi splendori.
«Lo hanno circondato mentre si riposava su una sdraio in riva al mare. Poi lo hanno insultato e preso a calci. La vittima è un giovane venditore ambulante bengalese. Gli aggressori, cinque bambini sui 10-11 anni. E’ successo sulla spiaggia di Civitanova Marche, in provincia di Macerata, tra le risate dei genitori dei piccoli bulli.»
[Corriere della Sera 26-08-10]
Avessi fatto una cosa del genere a 10 anni, i miei mi avrebbero umiliato davanti a tutti i presenti, imprimendo un ricordo indelebile nella mia testolina acerba. In realtà lo fecero, spesso, per episodi ben più frivoli.
Come al solito, con il passare degli anni, le cose cambiano… quasi sempre in peggio.
PS: il titolo è una citazione di Ivan Della Mea.
Vale anche per The Final Frontier: la maggior parte delle recensioni lo stroncano o quasi; come logica conseguenza in 10 giorni è diventato l’album più venduto nelle classifiche di mezzo mondo.
Dirò una bestemmia per i puristi dell’heavy duro e puro: preferisco gli Iron Maiden attempati a quelli degli albori (e chi scrive li ascolta proprio dagli albori); sarà per le derive sempre più marcatamente progressive che io adoro.
Starblind, per esempio, è un capolavoro.
«La madre butta via i Gundam. Lui (ormai trentenne) incendia la casa.
Ai giudici ha spiegato: “Volevo morire con i miei robot”».
[Corriere della Sera 26-08-10]
«I modellini erano parte del mio corpo e della mia anima. Quando li guardavo, sentivo tornare la forza necessaria per recarmi al lavoro il giorno seguente, indipendentemente da quanto fossero onerose le mie mansioni».
[ibidem]
Poi si scopre che la madre li aveva messi in ordine durante le pulizie.