«È chiaro che se dovesse diventare Andreotti presidente del Senato il Capo dello Stato potrebbe non dare l’incarico a Romano Prodi. E in quel caso si riaprirebbe la partita. Speriamo che un uomo di equilibrio come Giulio Andreotti possa diventare presidente del Senato».
[Silvio Berlusconi]
«La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c. p.; 531 e 605 c. p. p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera del 1980, per essere lo stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza (…). Quanto fin qui si è venuto illustrando indica con chiarezza che la Corte ritiene che una autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi si sia protratta… fino alla primavera del 1980 (…)
La Corte ha ritenuto la sussistenza:
- di amichevoli e anche dirette relazioni del sen. Andreotti con gli esponenti di spicco della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra, Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti, propiziate dal legame del predetto con l’on. Salvo Lima, ma anche con i cugini Salvo, essi pure organicamente inseriti in Cosa Nostra” (…)».
[Dalla sentenza definitiva della Corte di Cassazione, 15 ottobre 2004]
Più uomo di equilibrio di così…


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