Silvio’s fenomenology

«La parte più interessante della serata è quella in cui Berlusconi spiega le ragioni della sua nuova strategia di presenza in tv: “E’ che la realtà è molto diversa dalla percezione della realtà, io sono qui per spiegarlo”. I poveri si percepiscono poveri ma non lo sono, lo dice l’Istat. Gli osservatori e gli analisti lo percepiscono come un imprenditore che si è arricchito ma si è invece impoverito. I giovani percepiscono il lavoro come precario ma invece è sicurissimo. Lui stesso, si è visto, si percepisce ancora presidente del Milan, percepisce la Rai come abitata solo da “giornalisti comunisti essendo sempre stata una casamatta del potere del Pci” (qui Armeni riesce a dirgli “semmai democristiana, quello che dice non sta ne in cielo ne in terra”), percepisce infine di non aver mai cacciato Biagi e Santoro dalla tv: lo ha fatto l’Authority, “io ho solo evitato di dare una spinta perché tornassero”».
[Concita De Gregorio, la Repubblica]

Husserl operava una riduzione fenomenologica.
Oggi va di moda la riduzione berlusconiana. :-D

Condividi su:

    0 Responses to “Silvio’s fenomenology”


    • No Comments

    Leave a Reply