Tag Archive for 'Giorgio Napolitano'

Strabordante dal vaso

Il vicepresidente alla Camera del primo partito italiano dice che il Presidente della Repubblica sta tradendo la Costituzione.

Il Presidente della Repubblica risponde dicendo che se si pensa realmente che sia in atto un tradimento della Costituzione, la stessa prevede le procedure per metterlo in stato di accusa (Articolo 90) e che se non ci si attiene a tali procedure allora si tratta delle solite sparate da osteria (parafrasi mia). :mrgreen:

Il vicepresidente alla Camera del primo partito italiano controreplica sostenendo che il Presidente della Repubblica ha avuto una reazione sproporzionata e che è colpa del linguaggio giornalistico. A Radio 24 da il tocco finale: «Io avrò anche pisciato fuori dal vaso, ma il mio è piccolino invece quello del Presidente è grande, molto grande e l’ha fatta fuori anche lui»

In quale altro paese un alto funzionario del primo partito nazionale può dire al Capo dello Stato che ha pisciato fuori dal vaso, senza alcuna conseguenza? :mrgreen:

Creduloni

«Al di là delle differenze politiche tutti gli italiani si riconoscono e credono nei valori della Costituzione».
[Giorgio Napolitano. La Repubblica 08-02-10]

A caratteri cubitali

«Liste, Cdm: ok a decreto. Via libera del Quirinale»
[ANSA 06-03-10]

Gemma di Capodanno

«Un giorno qualcuno dovrà studiare con categorie non politiche – e magari psicanalitiche – i misteriosi meccanismi che portano uomini tanto diversi per storia e convinzioni al medesimo processo di bonaria mummificazione nel momento in cui entrano al Quirinale.

Saranno gli arazzi, i tappeti, gli stucchi, i cortigiani, chissà. Sta di fatto che quando si diventa presidenti della Repubblica si assume quasi coattivamente una tendenza irrevertibile al luogo comune, al nulla che mette tutti d’accordo, e vai con l’appello, l’auspicio e il monito, il tutto pieno di buoni e generici sentimenti in una grande notte in cui tutti i gatti sono bigi.

Così a sentire ieri sera il buon Napolitano – e che Dio ce lo conservi, per carità – non sembrava neppure di vivere in un paese per un terzo controllato dalla criminalità organizzata, ottuso dal sonno dei valori civili, rotolante verso il basso in tutte le classifiche di innovazione, di trasparenza, di modernità. Un paese sempre più periferico e incapace di reagire al proprio declino, inebetito da un governo di affabulatori mediatici e senza un’opposizione decente dall’altra parte.

Non a caso, nel palazzo della politica il discorso di Napolitano è piaciuto così tanto a tutti, a Berlusconi e ad Epifani, a Calderoli e a Rotondi, a Veltroni e a Gasparri, a Bersani e a Cicchitto. Condividono tutti, condividono tutto.

Succede, quando non si dice niente».

[Alessandro Gilioli. L'Espresso 01-01-09]

I difensori della patria

Fascisti su Marte

«Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia»
[Ignazio La Russa Corriere della Sera 08-09-08]

Anche Hitler, soggettivamente, dal suo punto di vista, combatté credendo nella difesa della patria. :mrgreen:

«la Resistenza andrebbe forse ricordata nella sua interezza e per questo, ho parlato di un duplice segno della Resistenza: quello della ribellione, della volontà di riscatto, della speranza di libertà e di giustizia che condussero tanti giovani a combattere nelle formazioni partigiane e quello del senso del dovere, della fedeltà e della dignità che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi tedeschi, rifiutando l’adesione alla Repubblica di Salò»
[Giorgio Napolitano. Corriere della Sera 08-09-08]