«Giovedì, ad Annozero, sono accadute cose che sarebbero normali in un Paese normale, ma in Italia rasentano lo stupefacente. Pier Luigi Bersani – diversamente dal suo mèntore baffuto e dal cavalier Berlusconi – ha accettato di misurarsi senza rete di protezionecon cinque giornalisti di vari orientamenti che gli rivolgevano domande e gli muovevano contestazioni anche aspre. Ha fatto buon viso, ha sorriso, s’è infervorato, s’è incazzato, ha risposto per le rime, a tratti è parso addirittura a un passo dal commuoversi. Insomma, a contatto con alcuni esseri viventi, ha ripreso vita proprio quando lo stavamo perdendo. Lo stato pre-comatoso di partenza non è colpa sua: provate voi a frequentare tutti i santi giorni luoghi sepolcralicome quelli del Pd, antri spettrali popolati di salme e anime morte, ossari e fossili, in cui si aggirano raminghi i D’Alema, i Veltroni, i Fioroni, i Fassino, i Marini, i Follini, i Violante, i Letta (junior), facendosi largo fra residui del cilicio della Binetti e della cicoria di Rutelli e altri giurassici relitti del passato che non passa. Scene e ambienti che intristirebbero un battaglione di clowndel Circo di Mosca».
[Marco Travaglio | Voglioscendere 01-05-10]
Poi se magari, oltre a commuoversi, Bersani (insieme al PD) approfittasse più spesso delle cospicue e costanti assenze della maggioranza governativa in Parlamento, evitando di far passare leggi vergogna, sarebbe anche meglio.
Pubblicato il 23 aprile 2009 alle 08:00 in Libri and TV
Ieri oltre ad essere stato il centenario della nascita di una Scienziata, lo è stato anche di un Giornalista. Per l’occasione Garzanti ha ristampato un libro del suo allievo: quel delinquente di Marco Travaglio; come se non bastasse, stasera quella combriccola indecente e faziosa di Annozero gli dedicarà l’intera puntata!
«Chi di voi vorrà fare il giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore.»
[Dall'ultima lezione di giornalismo all'Università di Torino il 12 maggio del 1997]
«Ministeri inadempienti, archivi sempre meno accessibili, orari ridotti. Ma si può fare la storia di un Paese senza avere accesso ai documenti dello Stato? Che democrazia è? I ministeri continuano a non versare le loro carte all’Archivio Centrale dello Stato, che in teoria sarebbe un’isola felice. Persino la Presidenza della Repubblica non versa. Il Viminale, poi, è dal 1952 che non trasferisce quasi niente. Nemmeno i documenti allegati alle commissioni parlamentari Stragi, o Mitrokhin, sono stati depositati all’Archivio Centrale. Le carte della commissione sul terremoto in Irpinia, oltre 30 volumi, sono prive di indici. All’Archivio del ministero degli Esteri non arriva una carta dall’Ambasciata d’Italia a Washington né da altre rappresentanze importanti. L’archivio dei Carabinieri è quasi inaccessibile; non parliamo di quelli dei Servizi.
[...]
Ci appelliamo al governo perché prenda coscienza della gravità della situazione, prima che vengano compromessi gli studi storici in Italia».
[Piero Craveri. L'Espresso 03-03-09]
…prima che vengano compromessi gli studi storici in italia… ovvero prima che sia già accaduto.
«La prima Repubblica muore affogata nelle tangenti, la seconda esce dal sangue delle stragi, ma nessuno ricorda più nulla. Si dice che la storia è maestra, ma nessuno impara mai niente».
[Marco Travaglio da Promemoria, un libro/dvd consigliato a tutti gli appassionati di Storia... ai confini della realtà. ]