
«Sarkozy ha ragione ma non è certo una novità. Anche l’Italia usa da anni la tecnica dei rimpatri assistiti e volontari. Nel 2007, proprio con i rom, usò questa strada pure il sindaco di Roma, che non era Jean-Marie Le Pen ma Walter Veltroni. E figuriamoci se allora qualche professionista dell’antirazzismo si sognò di gridare allo scandalo»
[Roberto Maroni | AffariItaliani 21-08-10]
Giusto per la cronaca, Roberto Maroni ha preso una cantonata.
Nel 2007 Walter Veltroni si fece promotore di una campagna d’espulsione contro i romeni. Che nel 2010 un ministro dell’interno confonda ancora i Rom con i Romeni fa capire molto bene quale sia la conoscenza geopolitica dei flussi emigratori.
Ammesso e non concesso che le espulsioni siano la soluzione finale per gli italioti che amano vedere i propri orticelli lindi e splendenti, se queste avvengono basandosi su discriminanti etniche, di fatto siamo di fronte a politiche razziste, che siano veltroniane o maroniane poco importa.
Più interessante invece è rilevare come successive indagini dell’ISTAT evidenziarono che il record di stupri nazionali e a Roma (motivo principale per il quale Veltroni fu messo sotto pressione mediatica) fu detenuto dalla stragrande maggioranza di cittadini italiani, e solo il 6% riconducibile a stranieri.
Che i TG, principale fonte informativa degli italiani, sappiano plasmare la percezione della realtà sull’onda delle pseudo-emozioni è cosa nota, come il fatto che i politicanti si servano di queste ultime per il proprio consenso elettorale.
Politiche continuamente basate sul consenso (inclusi i sondaggi) determinano una vittoria elettorale direttamente proporzionale all’ingenuità degli elettori, ma difficilmente consentono di governare efficacemente un Paese… come l’Italia per esempio.