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A volte è meglio tacere…

Renato Brunetta

«Mi faccia dire una cosa che ancora non ho detto: la riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’articolo 1: stabilire che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” non significa assolutamente nulla».
[Renato Brunetta. Libero 02-01-10]

Giusto per ripassare un po’ la Storia: nell’Articolo 1, affermare che l’Italia è una Repubblica democratica significa semplicemente sancire il risultato del referendum del 2 giungo del 1946; per quanto riguarda poi il riferimento al lavoro, basta dire che fu fortemente voluto da Aldo Moro, un Gigante (in tutti i sensi) in confronto a Brunetta.

…che aprir bocca e togliere ogni dubbio! :mrgreen:

Fanghi e fanghiglie

Fanghi e fanghiglie

«Le cose successe in Sicilia sono il frutto della cattiva Italia, della nostra cattiva coscienza, a partire della politica, ma collettiva».
[Renato Brunetta. Corriere della Sera 04-10-09]

Tutte balle. :mrgreen:

Esistono persone che fanno il proprio dovere e persone che ottengono soldi e potere sulle spalle dei malcapitati di turno. Uno Stato incapace di identificare tutti i singoli responsabili con tanto di nomi e cognomi (vedasi L’Aquila come esempio più recente) non può definirsi tale, tuttalpiù Repubblica delle Banane. :mrgreen:

Ma poi perché additare una fantomatica politica collettiva per il disastro accaduto in Sicilia, quando da 13 anni la Regione è amministrata dalla stessa parte politica? Come al solito buttiamo tutti dentro la centrifuga mediatica nella quale tutti sono colpevoli e poi non lo è nessuno? No perché… proprio 13 anni fa qualcuno aveva previsto il futuro. :mrgreen:

Elite di merda

Renato Brunetta

«Ci sono “élite di merda che vivono di rendita” e tramano contro il governo e dunque contro il popolo sovrano. Così, in sintesi, ha detto ieri il ministro Brunetta, entusiasmando una platea amica e disgustando una volta di più l’altra metà degli italiani, si suppone in rappresentanza delle élite di merda.

Brunetta è il classico fanatico: uno che quando parla gli saltano uno dopo l’altro i freni inibitori, e gli esce fumo dalle orecchie. In quanto tale, in una fase così aspra dello scontro politico, ascoltarlo aiuta a mettere a fuoco almeno alcuni dei sentimenti profondi che muovono questa maggioranza. A partire dal fascismo, l’odio per le élite (vedi il complotto demo-pluto-giudo-massonico) è un classico del populismo autoritario. Ricchi malvagi, gelosi dei loro privilegi, tramano nell’ombra per contrastare l’avvento luminoso di una nuova era.

(…)

In questo Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. Urgerebbe un analista se anche gli psicanalisti non fossero, come è ovvio, una élite di merda.»
[Michele Serra. La Repubblica 20-09-09]

«Nessun pentimento e, tantomeno le scuse. Il ministro Renato Brunetta torna sulle sue pesanti affermazioni di ieri a proposito della “sinistra golpista” che deve andare “a morire ammazzata”: “Non sono un ipocrita, non mi scuso per i toni che ho usato: se i giornalini o i giornaloni si attaccano a una battuta ironica fatta in romanesco facciano pure, nel merito di quello che ho detto non ho ricevuto nessuna obiezione”»
[La Repubblica 20-09-09]

Per ricevere obiezioni nel merito bisogna dire nomi e cognomi: “sinistra golpista” o “elite di merda” sono classiche categorie populiste che, all’occorrenza, possono essere usate per ghettizzare chiunque non sia allineato al Brunetta-pensiero. :mrgreen:

La rendita porta a brutti pensieri

Culturame parassitario reprise. :mrgreen:

Culturame parassitario

«Esiste un culturame parassitario che sputa sentenze contro il proprio Paese: ed è quello che si vede in questi giorni alla Mostra di Venezia. (…) Esponenti di un’Italia leggermente schifosa».
[Renato Brunetta. La Repubblica 11-09-09]